PREMESSA
La storia di ogni villa rurale conduce inevitabilmente a parlare della vicinia, l'adunanza dei capifamiglia stabilmente residenti del villaggio e periodicamente convocati dal degano di solito per prendere conoscenza dei problemi riguardanti la comunità, per ascoltare lo norme con le quali si regolamentava l'uso delle risorse naturali e la convivenza tra vicini, gli abitanti del paese appunto, o per sentire con quali criteri erano stati ripartiti i contributi svariati che ogni anno i villaggi erano tenuti a versare, per l'amministrazione locale e quella centrale.
In ogni caso, non si potrebbe prescindere dall' istituzione vicinale, se non altro perché, pure in mezzo a tante traversie, sopravvisse per secoli, come elemento di continuità evidentemente funzionale sia al tipo di aggregazione umana sia all' organizzazione politica del territorio, e per il fatto che si ritrovava nella sua vicenda plurisecolare tanta parte della vita paesana, almeno per gli aspetti che hanno valenza collettiva.
Naturalmente, a seguirne da vicino il percorso ci si accorge che la sua continuità è solo apparente, perché in realtà la vicinia conobbe numerose modifiche, periodi di più intensa attività e "tempi morti", subì pressioni ora dall' esterno, ora piuttosto dall' interno, sotto la spinta di qualche gruppo emergente che riuscì a far prevalere i propri interessi su quelli della comunità in generale. Soprattutto si evidenzia come molto articolato e carico di tensioni il rapporto con il suo interlocutore immediato, il degano che è anello di congiunzione tra il potere - chiunque sia a esercitarlo di fatto - e la comunità della quale è il rappresentante, ed è figura sempre tesa tra questi due poli, in un ruolo solitamente difficile, qualche volta piuttosto tormentato.
Qui, a Remanzacco, la storia dell'assemblea vicinale riflette, come si può ben capire, la situazione di villaggio esterno ai confini delle giurisdizioni private, dove perciò il potere con il quale la comunità deve confrontarsi non è un punto di riferimento fisso quale solitamente è quello rappresentato da una famiglia o da un consorzio feudale, ma è costituito da presenze diverse, che hanno un ricambio continuo, benché agiscono grossomodo con esigenze e con criteri tra loro simili. Così, non fu senza importanti conseguenze sul ruolo effettivo e sull' andamento generale dell'assemblea vicinale, come anche sull'attività di degani e giurati, il fatto che, in tempi diversi, prevalessero poche famiglie autoritarie solidamente impiantate nel paese o invece, allentatasi almeno in parte la pressione del padronato esterno, in paese acquistassero un certo prestigio e una certa forza famiglie del luogo. Così come, ovviamente, agirono altri fattori, quelli legati al momento economico, alle dimensioni della villa, all'allargarsi delle attività umane e via dicendo.
Testi e immagini tratte dal libro "Uomini e terre - Storia di Remanzacco" di Amelio Tagliaferri






