I CORSI D'ACQUA
Trattando della nomenclatura di un territorio, è consuetudine prender le mosse dai toponimi più antichi, oppure dai più importanti. Non di rado le due condizioni coesistevano e combaciavano. Nel nostro caso, è chiaro che Torre, Tor, è di gran lunga il nome più conosciuto nella zona. Non è possibile appurare se in tal modo sia stato denominato dapprima il corso alto, da Qualso in su, o il medio-basso, cioè quello tra Udine Buttrio Remanzacco ecc. - più probabile che questo sia stato notato per primo dalle genti, e perciò è verosimile che abbia ricevuto per primo la sua denominazione. Comunque, il Turres è ricordato già dal geografo latino Plinio. Tur voleva dire, in qualche scomparsa lingua di prima dei Romani, appunto "corso d'acqua" (l' assonanza con tor, nel senso di campanile è casuale). Delle lingue preromane si sa davvero poco: gli studiosi riescono a ricostruire dei brandelli a partire proprio dai toponimi. Dicono che la radice Tur appartenesse a degli idiomi addirittura precedenti non solo all'arrivo dei Romani, ma anche dei celti; in seguito, il nome si è trasmesso di popolo in popolo. Pras de Tor, appena a sud della statale 54, richiama nella struttura i Campi della Torre a Godia.
Importante pure Malina, in friulano La Maline. Non si chiama così solo il torrente, ma anche delle distese di prati e di campi a sud-est di Cerneglons e a sud-est del capoluogo;inoltre Case della Malina e Prati della Malina al confine con Moimacco. Sono date spiegazioni a partire da parole slave, malina "lampone" e melina "ghiaia", "greto" e dal prelatino mal "altura".
Se il nome è stato attribuito dapprima al corso alto, cioè nell'area (slovena) di Forame, tutte e tre le spiegazioni sono accettabili; personalmente ritengo che dapprima sia stato denominato il tratto in pianura, ben più visibile. Proporrei di risalire alla parola gallica (=celtica) malina, cioè "torrente", "corso d'acqua minore". Anche perché, vedete, una radice celtica sarebbe in buona compagnia, nel senso che nella zona non scarseggiano i toponimi di origine pre-romana, alcuni dei quali sicuramente o quasi sicuramente celtici, attribuibili all' estinta lingua dei Galli Carni: Buttrio a sud, Udine a ovest, Chiarò a Torreano e a Prestano, Attimis, e altri proprio nel nostro territorio: il primo che da pensare è Bergum, Casali Bergum. Come notava su "Sot la Nape" nel '74 Z. M. Dal Bas, coincide foneticamente con Bergamo che è di origine gallica. Più che un' immigrazione di gente bergamasca - la quale non è da escludere - (come il Friuli anche la città di Bergamo ha fatto a lungo parte della Repubblica di Venezia); il significato della parola non è chiaro al cento per cento, anzi non chiaro. Un legame con Bergogna del Natisone è dubbio. Un altro è Belasie, oggi Marsura Gugliola: pare contenga la radice bel - "chiaro", "splendido", "bianco" che sta anche alla base del nome del dio gallico Beleno, divenuto in età romana protettore di Aquileia. Purtroppo non è facile stabilire il perché di tali denominazioni, ma è presumibile un legame con Bilugnis fra Campeglio e Togliano e con Belonis sui colli di Savorgnano. Terzo è Grivò, citato nel medioevo come Gravone: la grava ancor oggi in friulano è la ghiaia, il greto sassoso (due borgate dette Grava e Grava Bassa a Campeglio sulle rive dello stesso Grivò); ma la voce, prima d'essere friulana è stata del latino aquileiese e prima ancora del gallico, e il torrente deve avere ricevuto il suo nome in età molto antica, forse preromana. Si noti anche che il suo breve affluente a nord di Ziracco si chiama Sgiava, da cava, cioè "dove si va a prender ghiaia". Un altro Grava è citato nel 1868 per il capoluogo.
Riprendiamo il nostro discorso, e già che ci siamo, ricordiamo altri corsi d'acqua naturali ed artificiali, la Roggia Cividina e il torrente Ellero. La prima richiama la via Cividina che, come appare a prima vista, è una strada che conduce (o conduceva) a Cividale. Ne hanno scritto Maurizio Buora, Mario Martinis e altri, e non staremo a dilungarci. Ellero, come il diffuso cognome, deriva da una modifica di Ilario, con spostamento dell' accento (c'è una Sant' Ellero a Caporiacco). Che un torrente sia chiamato "per cognome" è in verità un po' strano, anche se non mancano dei paragoni. Comunque, non regge il parallelo proposto da qualcuno al tedesco heller "chiaro", con accostamento a Chiarò. Intanto, perché corsi d'acqua dal nome tedesco in zone dove tale lingua non si parla praticamente non ce ne sono, e in secondo luogo perché Chiarò non deriva da chiaro, in latino clarus (sarebbe Clarò).
Testi e immagini tratte dal libro "Uomini e terre - Storia di Remanzacco" di Amelio Tagliaferri







